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Percorso partecipato nella Zona della Apuane per il Piano Integrato di Salute

Il 23 novembre u.s. è stato organizzato dalla Zona Distretto delle Apuane, alla presenza dei Sindaci dei Comuni di Massa, Carrara e Montignoso e di ANCI  http://pis.comune.massa.ms.it, un incontro preliminare per illustrare alla cittadinanza il percorso che porterà all’elaborazione del 1° Piano Integrato di Salute della Zona Distretto delle Apuane (PIS), strumento fondamentale per la programmazione sanitaria zonale.

Hanno partecipato molti rappresentanti/e della società civile organizzata così come esponenti dei Sindacati e dei soggetti istituzionali.

All’interno della cornice delineata dal Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale e in coerenza con le indicazioni e la programmazione aziendale, il 18 gennaio 2020 ci sarà il secondo incontro, quello conclusivo, che si svolgerà presso il Palazzo Ducale in Piazza Aranci Massa, nei locali della sede della Provincia di Massa Carrara; tale incontro sarà finalizzato alla definizione concreta di obiettivi ed azioni capaci di orientare, anche dal basso, gli interventi di programmazione sanitaria zonale.

Durante la mattina sono previsti tavoli operativi ciascuno organizzato attorno ad un tema specifico:

  • Violenza di genere. Prevenzione e contrasto alla violenza di genere
  • Misure di inclusione sociale e lotta alla povertà
  • Disabilità. Centralità della persona con disabilità verso l'autonomia e percorsi di vita
  • Dai bambini agli adolescenti: nuovi modelli di prevenzione e accoglienza
  • Salute mentale adulti e dipendenze: le nuove cronicità
  • Ambiente salute e territorio
  • Stili di vita positivi, supporto all'auto cura e palliazione nella cronicità

Al tavolo parteciperanno operatori di ASL e Comune coadiuvati da esponenti del Terzo settore e del privato sociale che operano nei settori specifici.

Il lavoro e le proposte elaborate all'interno dei tavoli saranno poi condivise con la cittadinanza, alla presenza anche dei Sindaci, nel pomeriggio dello stesso giorno.

Si fa presente che le suddette tematiche sono state proposte dall’Ufficio di Direzione e dall’Ufficio di Piano zonali e successivamente condivisi con la Conferenza Zonale Integrata.

Programma dell'incontro del 18 gennaio 2020:

ore 9:00 iscrizione ai tavoli tematici e apertura dei lavori
ore 10:00 -13:30 tavoli tematici
ore 13:30-15:00 pausa buffet
ore 15:00 – 16:30 restituzione proposte dei tavoli tematici e discussione
ore 17:00 chiusura dei lavori

 

 

 

 

 

 

 


ARGOMENTI DEI TAVOLI

BAMBINI  E ADOLESCENTI

NUOVI MODELLI DI ACCOGLIENZA E PREVENZIONE

I dati epidemiologici ( EDIT e IPSAD)  evidenziano il diffondersi di comportamenti a rischio fra i giovani, quali: l’uso di sostanze psicoattive legali ed illegali, vecchie e nuove, il gioco d’azzardo problematico e l’abuso di internet e gaming  oltre al rischioso uso di alcol (binge drinking). I comportamenti a rischio dei giovani coinvolgono fasce di età sempre più basse di adolescenti e maggiormente a rischio di sviluppare patologie di tipo psichiatrico, con problematiche per la sicurezza sociale con agiti di violenza e incidenti stradali. Il Ser.D. intende affrontare un nuovo modello di accoglienza  per dare risposte più appropriate ai bisogni dei giovani e attuare programmi di prevenzione maggiormente efficaci e basati sulla buone pratiche. Per assicurare la tempestività e precocità delle risposte ma anche la globalità dell’intervento rispetto alla rete territoriale, risulta di prioritaria importanza l’idea di far nascere un Servizio dedicato agli adolescenti, in grado quindi di rafforzare la presa in carico diagnostica e terapeutica degli adolescenti con interventi mirati e brevi e che coinvolgano la famiglia.


DISABILITA'- CENTRALITÀ DELLA PERSONA CON   CENTRALITÀ VERSO L'AUTONOMIA E PERCORSI DI VITA

I diritti delle persone con disabilità vanno sempre (tempo), dovunque (luogo) e comunque (contesto) rispettati e garantiti. Occorre dare alle persone con disabilità la possibilità di realizzare il proprio progetto di vita all'interno della comunità di appartenenza partendo dai propri desideri.

Il contesto comunitario di vita deve diventare, non solo un'occasione di inclusione, ma dare la possibilità alla persona con disabilità di esprimere il proprio valore contribuendo attivamente alla costruzione del bene comune e portando ad un cambiamento della percezione diffusa della persona con disabilità da utente dei servizi ad attore nella definizione del proprio percorso di vita e risorsa per lo sviluppo sociale del proprio territorio.


SALUTE MENTALE E DIPENDENZE

NUOVE CRONICITÀ’

Negli ultimi anni si assiste all’emergere di un nuovo scenario degli utenti tossicodipendenti in trattamento al Ser.D.,ossia la presenza di utenti cosiddetti “cronici”, la cui problematica di dipendenza da sostanze si è stabilizzata, spesso di età avanzata e portatori in concomitanza di altre forme di patologie quali: malattie infettive, disturbi cardio respiratori, problemi deambulatori e diabete. Spesso sono privi di una rete sociale di supporto per cui necessitano di interventi integrati socio sanitari di bassa soglia. Il Ser.D propone un servizio di supporto alla vita quotidiana e di accompagnamento e individua nella collaborazione con il CEART la possibilità di individuare in alcune Comunità terapeutiche convenzionate posti dedicati a tale utenza.

Gli utenti psichiatrici versano anch’essi in maggior parte in stati di cronicità e al fine di evitare forme di istituzionalizzazione impropria, il Servizio della Salute Mentale  propone forme di abitazione supportata e servizi dedicati in particolar modo agli utenti adulti affetti da Autismo che rappresentano una nuova criticità.


STILI DI VITA POSITIVI, SUPPORTO ALL'AUTO CURA E PALLIAZIONE NELLA CRONICITÀ'

Nuovo approccio alla prevenzione delle patologie e mantenimento della salute mediante la Promozione e l'Adesione a Corretti Stili di Vita (es. alimentazione equilibrata e attività fisica, quest'ultima anche obiettivo dei programmi AFA e Argento Vivo).

Educazione e supporto alle persone malate per sviluppare consapevolezza del proprio Percorso di Cura, crescita del ruolo attivo dei pazienti nella gestione delle malattie, sia individualmente che nel contesto familiare e della comunità.

Attenzione alla Qualità della Vita nell'Insufficienza Cronica d'Organo attraverso la condivisione del Patto di Cura con il paziente e con la sua famiglia.


MISURE DI INCLUSIONE SOCIALE E LOTTA ALLA POVERTÀ

La povertà si verifica allorché non si riescono a tradurre le proprie capacità in funzionamenti, cioè quando l’accesso alle risorse necessarie per poter raggiungere il ben-essere è compromesso.

Tale presupposto indica chiaramente che la povertà è un concetto multidimensionale, che incide pesantemente su aspetti non materiali dell’esistenza, nonostante il termini evochi, in prima istanza, mancanze tangibili; mi riferisco, in particolare, alla partecipazione in ogni sua forma, all’accesso alla formazione, alla capacità di negoziazione, all’inclusione e all’integrazione qualificata.

La variabile usata per misurare la povertà è stata quasi sempre il reddito, ma tale indicatore, da solo, è fortemente riduttivo, nonché poco incisivo nella programmazione e nell’attivazione di politiche inclusive, che promuovano la cittadinanza attiva.

Al fine di individuare misure di inclusione sociale e di lotta alla povertà appare quindi prioritario promuovere ogni forma possibile di coinvolgimento fecondo, attivando qualsiasi strategia possibile affinché la progettazione provenga, davvero, dai “poveri” e non rischi di aumentare, anziché ridurre, le disuguaglianze.

La riflessione, oltremodo complessa ma coinvolgente, potrebbe declinarsi in varie aree: 1) familiare (precarietà coniugale, carenze educative, solitudine affettiva, violenza intrafamiliare), 2) formazione e lavoro (elusione dall’obbligo scolastico, disoccupazione e sottoccupazione, fenomeno dei giovani neet) 3) processi di empowerment (progetti del privato sociale, associazionismo, comitati di cittadini, programmi di partecipazione democratica).


VIOLENZA DI GENERE

La violenza di genere è un fenomeno strutturale e diffuso, spesso sommerso, che assume molteplici forme: dalla violenza fisica a quella sessuale,dalla violenza psicologica e quella economica ,dagli atti persecutori come lo stalking fino al femminicidio. In ogni caso sappiamo ormai con certezza che la violenza ha un forte impatto negativo sulla salute della donna, fisica, mentale, sessuale e riproduttiva nonché sui comportamenti "a rischio" e sanitari, con conseguenze a breve, medio e lungo termine. Tutte le fasce d'età, con una propria specificità, sono coinvolte.

Oggi le istituzioni centrali e locali sono più sensibili ed attenti ad investire nelle strategie e politiche di contrasto e gestione della violenza; da qui  la funzione di un tavolo che riunisca tutti gli attori della rete per mettere in campo e coordinare sia  azioni di prevenzione, che azioni di contrasto alla violenza di genere.


AMBIENTE SALUTE E TERRITORIO

Il rapporto con l’ambiente è una delle determinanti fondamentali dello stato di salute della popolazione umana.

La relazione tra l’individuo e diversi fattori ambientali può risultare in diversi stati di benessere o di malattia.

Comprendere quali sono gli elementi da tenere in considerazione, da un punto di vista epidemiologico, per valutare l’impatto di diversi fattori sullo stato di salute è un compito molto complesso.

È solo tramite l’incrocio tra dati ambientali, territoriali e urbanistici, epidemiologici, della mortalità così come di altri indicatori sanitari, demografici, culturali e sociali che si può tracciare, per una determinata popolazione, una serie di scenari possibili. Utili a regolare e a prevedere, quando necessario, azioni di politica sanitaria che migliorino la salute della popolazione e limitino i danni derivanti da specifiche componenti ambientali.
In generale, la prevenzione delle malattie di origine ambientale richiede uno sforzo complesso di azione sia sui comportamenti e gli stili di vita, che sulle norme e le misure istituzionali che consentono di garantire la sicurezza della popolazione esposta ai rischi ambientali.

È ormai riconosciuta la rilevanza dei determinanti non sanitari (es. stili di vita, qualità dell'ambiente, condizioni socioeconomiche) sulla salute: da qui la necessità di politiche integrate capaci di raggiungere obiettivi di riduzione degli impatti sfavorevoli delle attività umane, sia sull'ambiente che sulla salute. Alimenti, acque, radioattività, trasporti, rumore e clima ecc.. rappresentano il terreno di intervento per prevenire effetti negativi sulla salute con azioni basate su un approccio fondato sulla conoscenza scientifica e del territorio, orientato all’integrazione intersettoriale e alla efficacia delle politiche e degli interventi conseguenti. In Toscana è in corso un dialogo proficuo tra enti istituzionali e di ricerca per la definizione di progetti condivisi e di sinergie tra promozione della salute e protezione dell'ambiente.