Pontedera, 20 febbraio 2026 – Allattare anche durante un ricovero ospedaliero è ora possibile. Mamma Alessia è la prima donna negli ospedali dell’Azienda USL Toscana nord ovest ad aver potuto tenere con sé il proprio bambino in reparto e proseguire senza interruzioni l’allattamento, dopo che l'Azienda USL Toscana nord ovest ha approvato, nel novembre scorso, la nuova procedura che consente alle madri ricoverate di essere accompagnate dal proprio bambino – purché di età inferiore ai sei mesi – nei reparti di medicina, chirurgia, ostetricia e ginecologia o terapia sub intensiva.
«Naturalmente – spiega Martina Liut, responsabile del reparto di ostetricia e ginecologia di Pontedera – come occorre fare in questi casi, abbiamo valutato con attenzione le condizioni della madre con l'obiettivo di non interrompere l'allattamento a causa di un ricovero, visti i benefici che l'allattamento comporta per il benessere del bambino».
"Nel caso specifico, la signora Alessia era in allattamento con il suo bambino e necessitava di un ricovero. Dopo tutte le verifiche del caso, è stato autorizzato l’ingresso del piccolo, permettendo così alla madre di continuare ad allattarlo senza interruzioni".
Il personale dell’unità operativa – così come quello di tutta l’Azienda – ha ricevuto una formazione specifica sugli aspetti igienici e organizzativi necessari per la presa in carico della diade madre-bambino. Ciò comprende l’utilizzo delle mascherine per i visitatori, l’assegnazione di una stanza singola, la disponibilità di culle, tiralatte e pannolini forniti dall’area ostetrico-pediatrica, oltre alla puntuale informazione ai genitori sulle norme comportamentali da seguire durante il ricovero.
È inoltre previsto che un familiare rimanga in stanza con la madre per assistere il bambino, anche di notte e ogni volta che la donna debba allontanarsi per visite, esami o terapie. Devono essere individuati almeno due familiari disponibili ad alternarsi nell’assistenza, rispettando le indicazioni del reparto sulle buone pratiche igienico-sanitarie, con particolare attenzione al lavaggio delle mani, e senza interferire con le attività del personale sanitario.
«Questa nuova procedura – dichiara il direttore dell’ospedale di Pontedera, Luca Nardi – rappresenta un passo importante nel rendere l’ospedale sempre più a misura di famiglia. Garantire la continuità dell’allattamento anche durante un ricovero significa tutelare non solo la salute del bambino, ma anche il benessere emotivo della madre. Siamo orgogliosi del lavoro svolto dai nostri professionisti, che hanno saputo integrare competenze cliniche e sensibilità umana per offrire un’assistenza realmente centrata sulla persona».
Con questa nuova procedura, l’Azienda USL Toscana nord ovest rinnova il proprio impegno nel tutelare la relazione madre-bambino, promuovere e sostenere l’allattamento secondo le scelte familiari e mantenere, per quanto possibile, l’unità del nucleo genitori-bambino anche durante un ricovero ospedaliero.
(dp)