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Lucca: all’ospedale San Luca la corretta ventilazione e climatizzazione

In merito ad alcuni interventi apparsi in questi giorni su alcuni organi d’informazione sui problemi che comporterebbe il fatto che all’ospedale “San Luca” di Lucca le finestre non possano aprirsi completamente per un “ricambio d’aria”, si precisa quanto segue.

Riguardo prima di tutto  alla trasmissione della malattia da Coronavirus, si ribadisce quanto chiaramente indicato dalle istituzioni scientifiche nazionali e internazionali e cioè che “la malattia si diffonde attraverso le goccioline del respiro (droplets) della persona malata, che vengono espulse con la tosse, gli starnuti o la normale respirazione, e che atterrano su oggetti e superfici intorno alla persona. Le porte di ingresso del virus sono la bocca, il naso e gli occhi: il contagio avviene inalando attraverso il respiro le goccioline emesse da una persona malata, oppure tramite contatto diretto personale con la persona malata, oppure toccando superfici contaminate e quindi toccandosi la bocca, il naso o gli occhi con le mani”.

Nei luoghi dove si svolgono procedure assistenziali invasive e la produzione di queste goccioline è maggiore gli operatori devono usare specifici strumenti di protezione (come le mascherine ad alta efficienza filtranti); in queste aree vengono adottate anche misure relative agli impianti di aereazione, che consistono nel rinnovo completo con aria esterna tramite ventilazione forzata, superiore a 6 ricambi completi d’aria all’ora, e nell’estrazione dell’aria in depressione dai locali assistenziali. Inoltre l’aria immessa dagli impianti viene trattata per garantire parametri di umidità e temperatura che rendono più difficile la sopravvivenza delle particelle infette.

Tali parametri sono del tutto impossibili da raggiungere con la cosiddetta “ventilazione naturale”, che nei vecchi edifici e negli ambienti domestici si ottiene con l’apertura delle finestre.

La ventilazione naturale degli ambienti domestici, utile per l’igiene personale in ambiente comunitario, non assicura nel migliore dei casi più di 2-3 ricambi d’aria; generando flussi e turbolenze imprevedibili, le correnti d’aria generate dall’apertura delle finestre possono costituire un rischio per la contaminazione degli ambienti circostanti.

Contrariamente a quanto sostenuto, è proprio la possibilità di assicurare una corretta ventilazione e climatizzazione che rende gli ospedali di nuova concezione, come il “San Luca” i luoghi più idonei per affrontare in sicurezza il lavoro assistenziale e per garantire ai pazienti le migliori opportunità di guarigione.

(sdg)