Livorno, 5 ottobre 2023 – “Nessun maggior pericolo di infezioni per i pazienti nefrologici che troveranno spazio all’interno del padiglione 2/1 in un setting specifico insieme alla medicina”. La direzione aziendale interviene prevalentemente per rassicurare i pazienti, l’intera popolazione e l’Associazione Dializzati. “Nella lettera che il dottor Montagnani ha inviato alla direzione sanitaria di presidio è chiaramente espresso il timore che, con il trasferimento al 2° padiglione, possa aumentare il rischio infettivo per i pazienti nefropatici. E’ importante chiarire che la sicurezza del paziente è al centro di ogni nostra azione, proprio oggi (5 ottobre) a Pontedera è in corso un seminario sul rischio clinico con esperti nazionali ed internazionali. I dati statistici e diversi studi mettono in evidenza come il tasso di infezioni nosocomiali in nefrologia sia in linea con quello che si riscontra nelle medicine. Inoltre, come abbiamo già chiarito, all’interno della medicina sarà ricavato uno spazio specifico, con stanze riservate alla nefrologia, peraltro vicino all’ematologia visto che entrambe le specialistiche trattano pazienti fragili ed hanno le stesse esigenze in tema di infezioni ospedaliere. La riduzione del tasso di infezioni ospedaliere dipende prevalentemente dai comportamenti messi in atto da tutto il personale sanitario che deve seguire e rispettare procedure rigorose, come avviene di consueto, in particolare quando si trattano malati immunocompromessi”. “Per quanto riguarda la possibilità di effettuare biopsie o eventuali manovre invasive – specifica la ASL - la direzione sanitaria di presidio sta incontrando i professionisti per concordare spazi adeguati dove poter svolgere tale attività. Non ci risulta che durante la chiusura estiva si sia dovuto ricorrere a professionalità o spazi esterni. Non capiamo, quindi, da dove nasca questo ulteriore allarmismo. Ancora, i pazienti ricoverati nei letti della nefrologia, al 2° padiglione, in assenza del nefrologo saranno assistiti da uno specialista equipollente (l'internista), il nefrologo può pertanto assentarsi dalla degenza e presenziare alla dialisi, semplicemente prendendo accordi con il collega internista che lo interpellerà solo in emergenza”. “Ci spiace constatare – chiude la direzione aziendale – come l’organizzazione ospedaliera, materia altamente specialistica e complessa, sia oggetto di articoli di stampa mentre, a garanzia del paziente, dovrebbe seguire un iter specifico che coinvolge diversi soggetti”. (dg)