Valle del Serchio, 15 novembre 2023 – In merito all’articolo “Non le fanno la medicazione a casa. A 95 anni finisce al pronto soccorso” del quotidiano "Il Tirreno", l’Asl Toscana nord ovest - dopo aver interpellato i settori aziendali interessati - evidenzia quanto segue.
L’invio dell’ambulanza da parte della Centrale operativa 118 “Alta Toscana” è stato effettuato per rispondere a una richiesta di soccorso correttamente triagiata dalla Centrale come a bassa priorità.
E’ stata così mandato al domicilio della donna di 95 anni, a Castelnuovo di Garfagnana un mezzo di soccorso della Misericordia di Camporgiano con a bordo soccorritori di livello avanzato, i quali, come da protocollo, hanno rilevato i parametri vitali della paziente e li hanno trasmessi alla Centrale operativa 118. Qui il personale sanitario ha ritenuto opportuno consigliare l’invio in Pronto soccorso o eventualmente la valutazione da parte della Continuità assistenziale (ex Guardia medica), come è poi avvenuto.
Senza entrare nel merito delle dichiarazioni attribuite al medico che è andato a visitare la donna a casa, si precisa che il professionista stava effettuando in quel momento un’altra visita domiciliare, sempre nella zona di Castelnuovo, e quando ha risposto alla chiamata, alle 20.28, ha semplicemente chiesto di far lasciare ai volontari dell’ambulanza il materiale per la medicazione, visto che lui era impegnato in un intervento domiciliare di altro tipo.
L’equipaggio della Misericordia ha in effetti affidato ai familiari tutto il necessario, mentre il medico è arrivato all’abitazione della signora dopo circa 20 minuti, appena terminata la visita precedente.
Una volta sul posto ha verificato che la signora aveva una ferita lacero-contusa con sanguinamento e ha ritenuto che fosse il caso di prevedere una sutura in Pronto soccorso. Ha comunque effettuato un bendaggio compressivo. Essendo già ripartita l’ambulanza, ne è stata chiamata per il trasferimento in ospedale un’altra, che è arrivata nel giro di circa 25 minuti (a quel punto l’intervento non era urgente, visto che il sanguinamento era stato arrestato).
Da sottolineare che il consiglio di inviare la paziente in Pronto soccorso era legato anche alla possibile origine traumatica della lesione, che avrebbe potuto necessitare degli accertamenti strumentali che, ovviamente, non era possibile effettuare a domicilio.
(sdg)