Livorno, 28 maggio 2024 – Venti giovani livornesi affetti da disturbo dello spettro autistico sono stati coinvolti nel “Progetto Transizioni” di assistenza alla socializzazione finalizzato a facilitare l’espressione di bisogni e preferenze personali, supportare le famiglie e sensibilizzare i contesti di vita.
“Ad oggi, per favorire l’inclusione delle persone con autismo – spiega Cinzia Porrà, direttore della Zona distretto Livornese – risulta necessario intervenire negli ambienti di vita, nei quartieri in cui vivono, negli esercizi commerciali che frequentano e soprattutto nelle scuole, che costituiscono il principale luogo di socializzazione, al fine di creare autonomia e realizzazione personale. Da qui la scelta di interventi di natura territoriale ed ambientale che possano rafforzare e sviluppare una cultura dell’accoglienza in contesti informali di vita quotidiana. Il progetto pilota è stato attivato lo scorso mese di aprile grazie ad un finanziamento erogato alla Regione Toscana dal Ministero della Disabilità coinvolgendo l’Associazione Temporanea di Scopo - costituita dalle cooperative sociali “G. Di Vittorio”, “BrikkeBrakke” e Associazione Autismo Livorno - che si è aggiudicata il progetto tramite bando pubblico. In questa fase si rivolge a venti individui di età compresa tra i 7 ei 21 anni, ma confidiamo in futuro di poter allargare ulteriormente i destinatari. I destinatari sono stati scelti tra coloro che, già in carico ai nostri servizi, affrontano un cambiamento, una transizione significativa per la vita che necessita di maggiori supporti esterni. L’obiettivo è quello di creare percorsi facilitanti, individualizzati nel contesto di vita di ciascun ragazzo in modo da poter ampliare la portata delle opportunità offerte dal territorio alle persone con autismo, migliorando la qualità di vita dei ragazzi e delle loro famiglie. Tutto questo deve ovviamente avvenire in piena sintonia e coordinamento con quanto assicurato dai servizi territoriali di Salute Mentale rivolti a infanzia, adolescenza ( UF SMIA) e adulti (UF SMA)”.
“Le fasi di transizione evolutiva - conferma Nicola Artico, direttore dell’Unità Operativa complessa Psicologia salute mentale adulti, infanzia ed adolescenza e Serd sud - costituiscono per la persona con autismo e quindi anche per le famiglie momenti di criticità, legati da una parte alla soggettiva resistenza al cambiamento e dall’altra alle oggettive difficoltà di riorganizzazione pratica e mentale. Per questo il progetto mira ad intervenire su tutti i tipi di transizione e non soltanto su quella da infanzia-adolescenza a età adulta. Penso, ad esempio, ai passaggi da una scuola all’altra, ma anche dal ciclo scolastico all’inserimento lavorativo, oppure da una città all’altra. Tutti questi momenti necessitano di un supporto ulteriore rispetto a quello ordinario e per assicurarlo il progetto mette a disposizione una cosiddetta micro équipe ovvero una squadra di professionisti composta da varie figure come lo psicologo, l’educatore, il logopedista e il terapista occupazionale che possono dare un supporto e una presa in carico complessiva”.
Come funziona. Il supporto ai ragazzi comincia con una approfondita valutazione della persona e dei suoi ambienti di vita in modo da definire un progetto individuale che sostenga il cambiamento con indicazioni fornite in maniera diretta e attiva dalla persona stessa e con l’aiuto di una vera e propria rete sociale. “Per fare questo – racconta Cristina Casella, Responsabile del Centro per disturbi dello spettro autistico di Villa Porcelli - è necessario il coinvolgimento di vari soggetti come la scuola e i familiari, ma anche le associazioni di settore, le aziende del territorio o gli stessi negozi di vicinato che, una volta coinvolti e sensibilizzati, possono rappresentare punti di riferimento importanti per i ragazzi. In questo modo viene perseguito, a lungo termine, anche l’obiettivo di una ricaduta positiva in termini di inclusività sul territorio coinvolto. Si creano delle vere e proprie zone “autism friendly” che possono comprendere scuole e biblioteche o librerie, ma anche negozi, bar e ristoranti, palestre, scuole di musica o di danza, teatri, centri ricreativi e tanto altro”.
“Per i progetti dei ragazzi nella fascia di età 18/21 – continua Simone Signori, responsabile del Centro per i disturbi dello spettro autistico per la fascia adulti - l'équipe del progetto transizioni interagisce prevalentemente, a livello zonale, con l'equipe UFSMA per accompagnare la fase molto delicata di transizione di ruolo verso l'età adulta, che con la fine dell'esperienza scolastica e la necessità di confrontarsi con un mondo in un certo senso meno "organizzato" e "omogeneo", richiede l'individuazione di percorsi il più possibile calati sulla singola persona e relativo nucleo familiare per aiutare a conseguire il miglior livello di autonomia e di soddisfazione personale realizzabile in quella fase di vita”.
(Pierpaolo Poggianti)