10 ottobre 2024 – La telemedicina non è adatta a tutto, ma sicuramente può ricoprire un ruolo fondamentale nella sanità di oggi e ancora di più di domani. Questo quanto emerso nel corso dell’evento conclusivo del progetto “Telemechron” di cui l’Azienda USL Toscana nord ovest è capofila che si è svolto nei giorni scorsi a Roma all’Istituto Superiore di Sanità.
Il progetto Telemechron, finanziato dal Ministero della Salute (Bando ricerca 2018) e cofinanziato dalla Regione Toscana, dalla Regione Lombardia e dalla Provincia Autonoma di Trento per un budget totale quasi 2 milioni di euro, è iniziato il 1° ottobre 2020, ed aveva come obiettivo quello di valutare e comparare modelli di Telemedicina applicata all’assistenza di pazienti cronici nel campo della nefrologia, della cardiologia e della diabetologia. In particolare si trattava di verificare se queste modalità assistenziali fossero in grado di ridurre i ricoveri ospedalieri con conseguente miglioramento della qualità di vita dei pazienti ed riduzione delle spese sostenute dal servizio sanitario pubblico. Le attività del progetto hanno attraversato il periodo della pandemia di Covid19, che da un lato ha creato enormi difficoltà alla realizzazione delle stesse, dall’altro ha evidenziato l'importanza della Telemedicina per il futuro della sanità pubblica. A dimostrazione di questa nuova consapevolezza il PNRR destina una quantità importante di risorse proprio allo sviluppo della stessa.
L’Azienda USL Toscana nord ovest, in particolare, si è occupata di reclutare 8 pazienti con insufficienza renale cronica e di installare a domicilio attrezzature per la rilevazione dei parametri più importanti per la valutazione del loro stato di salute: bilance, saturimetri, tensiometri, impedenziometri, POCT per le analisi del sangue ed apparecchio per l’ECG. I parametri rilevati da queste attrezzature potevano essere raccolti su un tablet a disposizione di ogni paziente grazie a un collegamento bluetooth e controllati all’interno del reparto ospedaliero in una control room centrale.
Il ricercatore principale del progetto è stato Stefano Bianchi, presidente della Società Italiana di Nefrologia, ex direttore Nefrologia e Dialisi Livorno Sud, e co-ricercatore principale Roberto Bigazzi, direttore emerito Nefrologia e Dialisi di Livorno. Referente amministrativo è stato Andrea Grillo, referente per la Cooperazione Internazionale dell’Azienda. Coordinatrice del progetto è stata Sara Jayousi. Per la Regione Toscana erano presenti all'incontro conclusivo Elisa Nannicini, responsabile del settore "Ricerca e investimenti in ambito sanitario" e Andrea Belardinelli, direttore del Settore Sanità Digitale e Innovazione della Direzione Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale.
I partner del progetto sono stati oltre all’Azienda USL Toscana Nord Ovest (capofila), l’Istituto Superiore di Sanità, l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento e l’ IRCCS Istituti Clinici Scientifici Maugeri di Lumezzane (BS).
In foto alcuni momenti dell’incontro avvenuto a Roma.
(Pierpaolo Poggianti)