Pisa, 8 novembre 2025. E’ stato presentato a Pisa il progetto SIRMA per miglioramento continuo della qualità delle cure. Un incontro scientifico di alto profilo che si è tenuto ieri all’auditorium dell'Opera della Primaziale, con il seminario "Sicurezza in azione: come la simulazione migliora il Risk Management sanitario - SIRMA". L'evento ha registrato la partecipazione di oltre 150 professionisti sanitari.
Il progetto è il frutto della cooperazione tra l'Azienda USL Toscana nord ovest e ARES Sardegna, è stato finanziato dal Programma Mattone Internazionale Salute 2025 e integra l'analisi delle criticità con le simulazioni svolte nell'ambiente di lavoro reale durante percorsi assistenziali che richiedono la massima tempestività e coordinamento del team, come le emergenze ostetriche e la gestione dell'ictus.
Il metodo SIRMA (SImulazione migliora il Risk MAnagement sanitario) è una metodologia che utilizza la simulazione come strumento chiave per migliorare la gestione del rischio clinico e, di conseguenza, la sicurezza delle cure in ambito sanitario. Questo approccio si basa sull'idea che la formazione e l'addestramento tramite scenari simulati possano aiutare i professionisti sanitari a: identificare e analizzare i potenziali rischi ed errori prima che si verifichino su pazienti reali; sviluppare competenze non tecniche, come la comunicazione efficace, la collaborazione in team e il processo decisionale sotto pressione, che sono fondamentali per la sicurezza del paziente; apprendere dagli errori in un ambiente controllato e sicuro, senza conseguenze negative per i pazienti; migliorare i processi e i protocolli esistenti all'interno dell'organizzazione sanitaria, basandosi sull'esperienza pratica acquisita durante le sessioni di simulazione.
All’evento hanno portato la loro esperienza Giovanni Rabito, dell'Ente ospedaliero cantonale di Bellinzona, e Pier Luigi Ingrassia, direttore del centro di simulazione di Lugano.
Tommaso Bellandi, direttore ASL dell’unità operativa Sicurezza dei pazienti e Responsabile scientifico del progetto, ha sottolineato l'evoluzione in atto: "Stiamo sviluppando un sistema che allena i gruppi di lavoro e permette al contempo di esaminare e migliorare i processi interni. L'obiettivo è trasformare le criticità in un’opportunità di apprendimento misurabile, rafforzando la Sicurezza delle cure nei comportamenti individuali ed organizzativi".
Il seminario ha mostrato come le simulazioni portino a azioni di miglioramento procedurale concrete. Le esperienze condivise dai centri di Sardegna e Toscana hanno dimostrato che l'analisi post-simulazione ha portato alla revisione delle checklist, a una maggiore consapevolezza sulle Non Technical Skills (come la comunicazione e la leadership), e a modifiche nella gestione dei dispositivi medici.
Giuseppina Terranova, dell'Unità operativa Sicurezza dei pazienti dell’ASL, ha evidenziato come "Il progetto SIRMA segna il passaggio definitivo della simulazione da semplice formazione interna a strumento cruciale per il rischio clinico e la sicurezza del sistema. Stiamo creando un metodo replicabile che rende l'esperienza di ogni singolo operatore un patrimonio di conoscenza condiviso, fondamentale per lo sviluppo di nuove e migliori pratiche cliniche."
La tavola rotonda finale ha consolidato l'idea che la simulazione sia oggi uno strumento di sviluppo organizzativo indispensabile, al di là della semplice formazione, grazie al contributo di esperti come Alda Mazzei, Carola Martino e Armando Cuttano di AOUP, Patrizia Vannucci dell’ASL Toscana nord ovest, Marco De Luca dell'IRCSS Meyer hanno ribadito concetti chiave
Rita Pilloni, direttrice del Centro per il Risk Management Sanitario di ARES Sardegna, ha evidenziato l'importanza del lavoro di rete: "Questi progetti di cooperazione sono fondamentali perché permettono un confronto e uno scambio culturale continuo tra contesti diversi. La simulazione, in particolare, è lo strumento che più di tutti aiuta a coinvolgere e motivare il personale sanitario, perché dà loro la possibilità di mettersi in gioco in un ambiente sicuro e acquisire, in modo concreto, le competenze necessarie per la sicurezza delle cure."
Il successo dell'iniziativa conferma la volontà delle strutture sanitarie di investire in una cultura della sicurezza proattiva, scientifica e basata sull'apprendimento continuo. I risultati del progetto confluiranno presto nella produzione di un "quaderno della buona pratica" per la diffusione a livello nazionale e internazionale.
In allegato alcune foto dell'evento