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Azienda USL Toscana nord ovest

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Livorno, 12 gennaio 2026 – In relazione alle dichiarazioni dei sindacati Fsi–Usae e Ugl Salute, la ASL Toscana nord ovest fa presente che da anni è impegnata nella prevenzione e protezione della violenza a danno dei propri lavoratori e delle proprie lavoratrici, come dimostra anche il riconoscimento ottenuto all’interno del “Welfair: Fiera del fare sanità” svoltasi a Roma nel novembre scorso, dove la ASL Toscana nord ovest è stata individuata come Azienda all’avanguardia nella prevenzione delle aggressioni, chiamata in rappresentanza delle aziende del sistema sanitario nazionale tant’è che il 4 novembre, in particolare, in uno degli spazi allestiti all’interno del padiglione, si è tenutala tavola rotonda intitolata “Funzionano le misure per ridurre le aggressioni al personale sanitario?”, dove non solo l’operato della ASL Toscana nord ovest ha avuto riconoscimento a livello nazionale, ma sono stati passati anche in rassegna e discussi i principali interventi normativi, formativi e dissuasivi posti in essere da Parlamento, Regioni e Aziende Sanitarie, dove i tecnici della ASL hanno presentato alcune proposte di aggiustamento normativo che permetterebbero alle Aziende di gestire più efficacemente il tema delle aggressioni.

Tutto questo per rimarcare quanto le affermazioni del sindacato siano pretestuose e non corrispondano alla realtà dei fatti.

Si ricordano, infatti, le azioni intentate dal dipartimento legale attraverso querele e costituzioni di parte civile, il protocollo in essere con il Comando NAS dei Carabinieri per l’applicazione delle sanzioni amministrative per il caso di violenza verbale e offese, il puntuale monitoraggio delle segnalazioni di aggressione e le opportunità di supporto psicologico e, ora, anche il patrocinio legale a cui può accedere il personale vittima di violenza.

Così come è importante evidenziare gli investimenti, tra gli altri, nell’installazione dei pulsanti di emergenza all’interno dei pronto soccorso e dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC), oltre che nella dotazione di dispositivi indossabili per il personale della continuità assistenziale e per il personale infermieristico dell’assistenza domiciliare, senza dimenticare gli investimenti nel servizio di vigilanza privata e il grande impegno nella formazione del personale.

Oltre ai corsi specifici per la gestione del rischio aggressione organizzati in Azienda, già di per sé fiori all’occhiello nel panorama sanitario grazie ai protocolli operativi firmati con le Prefetture di Livorno, Massa-Carrara e Pisa, abbiamo avuto modo di porre in essere corsi congiunti con le Forze dell’Ordine, atti a migliorare la conoscenza reciproca e, quindi, ad efficientare il sistema di emergenza.

La ASL Toscana nord ovest invece, dopo averlo già fatto in occasione degli incontri tenutisi in sede sindacale, respinge interamente l’idea che il personale debba farsi giustizia da sé attraverso l’uso di strumenti pensati per la difesa individuale nei normali luoghi di vita come lo spray al peperoncino che inopinatamente il rappresentante di Fsi-Usae dichiara anche pubblicamente di aver dotato propri dipendenti. L’Azienda invita gli stessi dipendenti a valutare bene il ricorso a simili strumenti sul luogo di lavoro, che esulano dall’esercizio delle mansioni e possono provocare danni anche gravi alle persone coinvolte, il che potrebbe finire per rovesciare le posizioni coinvolte con coinvolgimenti anche diretti che non è facile pronosticare.

L’ufficio Legale interno sta inoltre valutando l’offensività di alcune dichiarazioni rilasciate nelle ultime comunicazioni ricevute al fine di tutelare, tramite querela, il decoro e l’onore dei propri Dirigenti preposti alla tutela della sicurezza e quindi la propria immagine. (dg)