9 febbraio 2026 - La web conference organizzata nei giorni scorsi per la presentazione del libro “La comunicazione tra volontari ospedalieri e pazienti”, scritto da Sergio Ardis, ha rappresentato l’occasione per valorizzare e ringraziare tutte le volontarie e tutti i volontari dell’AVO – Associazione Volontari Ospedalieri che prestano servizio nelle strutture sanitarie dell’Azienda USL Toscana nord ovest.
La coordinatrice del Comitato aziendale di Partecipazione dell’Azienda sanitaria Maria Lina Cosimi, rivolgendosi agli 83 partecipanti collegati, è intervenuta in apertura dei lavori per sottolineare come spesso il volontariato svolga una funzione vicaria per alcuni servizi. Ha portato come esempio concreto l’esperienza dell’AVO nell’ospedale di Livorno, richiamando anche una testimonianza personale sull’utilità del servizio di accoglienza svolto dai volontari, in particolare al CORD. Oggi i volontari AVO a Livorno svolgono un ruolo rilevante nell’accoglienza dei cittadini proprio all’ingresso di questa struttura che per la sua ampiezza e complessità implica alcune difficoltà di orientamento. Grazie alla loro presenza l’ospedale diventa più accessibile per tutti.
È intervenuto successivamente il vicedirettore sanitario dell’ospedale di Pontedera Simone Lorenzo Romano, che ha richiamato il ruolo fondamentale dei volontari all’interno del “Lotti”. Un legame forte tra struttura ospedaliera e volontariato che aveva subito una temporanea interruzione durante l’emergenza da Covid, ma che è stato successivamente ricostruito. Oggi l’AVO è nuovamente presente, come prima della pandemia, in tutti i reparti. Il dottor Romano ha sottolineato come la gentilezza portata quotidianamente in ospedale dalle volontarie e dai volontari rappresenti un elemento significativo nei processi di cura. Per questo ha espresso un sentito ringraziamento all’AVO di Pontedera.
Gabriele Ciucci, in rappresentanza dell’Ordine degli infermieri di Lucca, ha ricordato come il lavoro degli infermieri sia essenziale per favorire una collaborazione efficace con l’AVO e per consentire una presenza strutturata dei volontari nei reparti. La costruzione di alleanze solide tra personale sanitario e volontari contribuisce ad aumentare la qualità del servizio offerto e, in alcuni casi, rappresenta un supporto importante per gli infermieri, spesso chiamati a operare con carichi di lavoro elevati. Per questo il dottor Ciucci ha detto di considerare i volontari parte del team dei sanitari che operano in ospedale.
La presidente regionale di AVO Toscana Fiorenza Fanicchi ha scritto la presentazione del libro, definendolo un dono all’AVO, pensato per offrire ai volontari uno strumento utile a rafforzare la loro preparazione e a sostenere la qualità del servizio svolto. La presidente ha ricordato come le AVO locali siano presenti in tutti gli ospedali dell’Azienda USL Toscana nord ovest e come possano offrire il proprio contributo grazie a una collaborazione consolidata con medici e infermieri, che nel tempo hanno imparato a riconoscere e valorizzare le competenze dei volontari, in particolare nella capacità di ascolto delle persone che vivono situazioni di sofferenza e fragilità.
Lina Aiello, vicepresidente di Federavo, la Confederazione nazionale delle AVO, che ha appena compiuto 50 anni dalla fondazione, ricordando la numerosità dei volontari, circa 16.000 attualmente in Italia, ha sottolineato l’importanza della preparazione per il servizio svolto. Ogni giorno vengono garantite migliaia di ore di volontariato, in ospedale e sul territorio, a favore di persone che beneficiano di una presenza di aiuto e di sostegno, in situazioni di malattia o di fragilità che comportano una temporanea riduzione dei consueti contatti sociali.
La direttrice della Zona Distretto della Piana di Lucca Eluisa Lo Presti ha ricordato come il ruolo dell’AVO, tradizionalmente ospedaliero, possa diventare sempre più anche un ruolo territoriale. Ha sottolineato in particolare che sono in fase di avvio operativo in tutta l’Azienda le Case della Comunità, che potranno rappresentare presidi sanitari nei quali il ruolo dei volontari non solo è previsto dalla normativa, ma potrà svilupparsi in forme di forte integrazione con i servizi. In questi contesti il volontariato potrà assumere un ruolo di protagonista sia nei processi di co-progettazione e co-programmazione, sia nel sostegno e nell’offerta ai cittadini di attività che non sempre possono essere assicurate in modo istituzionale, come l’accoglienza, l’ascolto, il supporto ai bisogni e l’orientamento all’interno dei servizi.
Di particolare interesse è stato l’intervento della direttrice del Pronto soccorso dell’ospedale di Lucca Fabiana Frosini, che ha descritto il ruolo dei volontari nell’emergenza urgenza, spesso distante dall’immaginario collettivo. Ad esempio la presenza dell’AVO nel PS di Lucca, attiva da anni, garantisce ai cittadini, in un contesto caratterizzato da elevati livelli di ansia per pazienti e familiari, un contatto umano che consente, da un lato, di fornire informazioni compatibili con il rispetto della privacy e, dall’altro, di supportare i sanitari, frequentemente impegnati in situazioni di emergenza che non permettono di dedicare il tempo necessario ai familiari in attesa. Questa presenza, che si è rivelata nel tempo una preziosa alleanza per prevenire e gestire situazioni potenzialmente critiche, nasce da un dono dei volontari che rinunciano al loro tempo per donarlo ad altri.
Ornella Fulvio dell’AVO, dopo aver letto il saluto della presidente dell’associazione di Lucca, Simonetta Fioravanti, ha messo in evidenza l’importanza di apprendere le tecniche descritte nel libro presentato durante la web conference. Ha sottolineato l’accessibilità dei contenuti, scritti non per specialisti ma per chiunque si trovi a relazionarsi con persone in condizione di bisogno, affermando anche che il volume può rappresentare uno strumento utile per acquisire competenze comunicative fondamentali nel contatto con la fragilità.
Nel dibattito è poi intervenuto Raffaele Domenici, già direttore del dipartimento materno-infantile dell’Azienda USL Toscana nord ovest, che ha ricordato il suo incontro con i volontari AVO negli anni Novanta, quando era stato da poco nominato primario. Ha descritto quell’esperienza come significativa, sottolineando come, superate le iniziali diffidenze, i volontari si siano rivelati presenze fondamentali per il benessere e la salute psichica dei bambini ricoverati.
L’autore del libro, Sergio Ardis, direttore della struttura Governo delle relazioni con il pubblico, partecipazione e accoglienza dell’Azienda sanitaria, ha fatto presente che sostenere il volontariato, favorendo relazioni di qualità all’interno dei servizi sanitari, rappresenta un obiettivo istituzionale di grande rilievo. Il volontariato, in sinergia con le istituzioni, costituisce una risorsa da coltivare e rafforzare, capace di contribuire in modo significativo alla qualità dell’accoglienza e delle relazioni nei servizi sanitari. Per questo il dottor Ardis ha deciso di diventare volontario AVO attivo nella formazione.
In allegato alcuni momenti dell’evento: nella foto 1 un totale; nella foto 2 Fiorenza Fanicchi, presidente AVO Toscana, e Sergio Ardis, autore del libro; nella foto 3 Eluisa Lo Presti, responsabile della Zona Distretto Piana di Lucca; nella foto 4 Maria Lina Cosimi, coordinatrice del Comitato aziendale di Partecipazione, e Simone Lorenzo Romano, vicedirettore dell'ospedale di Pontedera.