Lunigiana, 13 febbraio 2026 – In merito all’intervento del consigliere regionale Jacopo Ferri sulla riorganizzazione messa in atto tramite il dipartimento delle Professioni infermieristiche e ostetriche, l’Azienda USL Toscana nord ovest ribadisce che grazie a questa rimodulazione, attuata dopo una lunga fase di studio ed elaborazione, si potenzia l’azione nei singoli territori, grazie a una funzione più dinamica e integrata, senza alcuna riduzione di personale.
La presenza di una direzione unitaria, in tutta la provincia di Massa Carrara come avviene in altri territori (alcuni dei quali citati dal consigliere Ferri), garantisce infatti continuità, flessibilità, monitoraggio costante dei bisogni locali ma allo stesso tempo anche una visione d'insieme. Questo facilita l’attivazione di percorsi specifici per le cosiddette zone interne, che possono trarre evidenti vantaggi anche da uno scambio più fluido con i territori a maggiore casistica. In questa maniera si preservano e anzi si accrescono, e non si disperdono, le competenze professionali in loco.
Non c’è quindi alcuna penalizzazione o perdita di autonomia, perché la riorganizzazione offre strumenti più moderni, più solidi e più efficaci per garantire ai cittadini un'assistenza infermieristica e ostetrica omogenea, sicura e realmente vicina ai bisogni delle comunità.
Il dipartimento delle Professioni infermieristiche e ostetriche è sicuramente tra quelli più complessi, oltre che di maggiori dimensioni, all'interno dell'Azienda, e - per rispondere in maniera sempre più efficace ai bisogni assistenziali che emergono dai territori - è chiamato ad adattare la propria organizzazione e ad accompagnare i cambiamenti richiesti in un'ottica di arricchimento, e non certo di impoverimento, dell'assistenza erogata, che fa dell'integrazione un cruciale punto di forza.
La rimodulazione portata avanti risponde proprio a questa esigenza: non nasce da logiche centralistiche, ma dalla volontà di rendere più efficace e uniforme il governo dei servizi, alla luce della riforma del Servizio Sanitario Regionale e, in particolare, dell'esperienza maturata durante il periodo pandemico, da cui è risultato evidente come la gestione unitaria del dipartimento sia stata un elemento cardine dell'organizzazione, nonché un modello virtuoso da cui trarre insegnamento.
Infatti, senza un governo omogeneo e integrato, non sarebbe stato possibile sostenere la complessità assistenziale, né garantire supporto alle zone più in difficoltà, spesso quelle periferiche, sia in termini di reclutamento del personale, sia di casistica e mantenimento delle competenze dei professionisti.
Come si può facilmente intuire, la qualità dell'assistenza, dell'organizzazione, così come della gestione delle risorse umane, non si misura con il numero di dirigenti dedicati al singolo territorio, ma risiede principalmente nella rete capillare di professionisti che lavorano a vari livelli, a partire dai nostri colleghi che si prendono cura dei nostri concittadini sino ai cosiddetti Incarichi di funzione di coordinamento (IFC) e Incarichi di funzione di complessità organizzativa (ICO), figure manageriali intermedie che, nel nuovo modello, vengono ulteriormente valorizzate nel loro ruolo gestionale, facendo riferimento a un dirigente di struttura complessa che, siamo certi, potrà agevolare il superamento delle criticità organizzative e gestionali finora incontrate.
Inoltre, la revisione dell'assetto dirigenziale del dipartimento va letto anche in un'ottica più ampia, all'interno di un contesto nazionale e regionale orientato sempre di più alla transizione digitale e allo sviluppo dei nuovi modelli territoriali previsti dal Decreto ministeriale 77 del 2022, elementi che hanno spinto il dipartimento a rafforzare l’area professionale - quella che si occupa non della gestione del personale, bensì della qualità, della ricerca, della progettazione, della formazione e dei percorsi assistenziali specialistici - istituendo tre strutture dedicate a sostenere i modelli organizzativo-assistenziali presenti.
Queste strutture garantiranno in maniera ancora più centrata il necessario supporto formativo, professionale e tecnico-digitale, ma soprattutto consentiranno di valorizzare pienamente gli incarichi professionali di nuova istituzione per Infermieri, Ostetriche e OSS, in accordo con quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro (CCNL) di riferimento. Ciò permetterà di sviluppare, in tutte le zone aziendali, sia a livello ospedaliero che territoriale, una rete di professionisti finora non presenti, capaci di arricchire le Zone con competenze esperte, specialistiche e orientate alla ricerca, favorendo così la creazione di nuovi modelli assistenziali e reti progettuali per la transizione digitale.
Il rafforzamento dell’area professionale si rivelerà ancora più prezioso proprio nelle zone periferiche, poiché consentirà di adattare in modo mirato le competenze professionali ai fabbisogni locali. Grazie alla creazione e allo sviluppo di processi organizzativi e assistenziali innovativi, supportati da procedure aggiornate e modelli evoluti, sarà possibile offrire risposte più snelle, sicure e adeguate alle esigenze della popolazione, un supporto che potrà essere garantito anche grazie a questa nuova visione.
(sdg)