Regione Toscana

  • Seguici anche su

Azienda USL Toscana nord ovest

Massa Carrara | Lucca | Versilia |Pisa |Livorno

25 marzo 2026 - La Regione Toscana e l’Azienda USL Toscana nord ovest hanno appreso che nelle scorse ore Libera (nome di fantasia), 55enne affetta da sclerosi multipla irreversibile, ha esercitato il proprio diritto al fine vita medicalmente assistito. In questo momento di profondo significato umano, la Regione e l’Azienda sanitaria desiderano esprimere la massima vicinanza agli affetti della donna e ringraziarla per il suo coraggio e la dignità con cui ha portato avanti la sua battaglia.

Il percorso di Libera era iniziato nel marzo 2024. Nonostante l'Azienda sanitaria avesse prontamente verificato e attestato la sussistenza di tutti i requisiti necessari previsti dalla sentenza della Consulta, la condizione di totale paralisi della donna richiedeva una soluzione tecnologica specifica, non disponibile sul mercato.

Su incarico del Tribunale di Firenze, il CNR ha progettato e realizzato un macchinario ad hoc, consegnato all'inizio di marzo all'Azienda USL Toscana nord ovest. Questo dispositivo ha permesso alla paziente di attivare l’infusione endovenosa del farmaco in totale autonomia tramite un sistema di puntamento oculare collegato a una pompa, superando l'impossibilità fisica di premere manualmente il pulsante di attivazione. Per la prima volta a livello nazionale si è così riusciti ad andare incontro a una richiesta di una persona in una condizione come quella di Libera.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute Monia Monni, ribadendo la propria vicinanza a Libera e ai suoi cari, sottolineano il valore civile della scelta e ricordano il quadro normativo.

“La Consulta – sottolinea il presidente Giani - ha confermato che la norma sull’accesso al fine vita medicalmente assistito, approvato con la legge n. 16 del 14 marzo 2025, rientra legittimamente nella potestà di organizzazione del sistema sanitario pubblico delle Regioni. Si tratta di una disciplina che organizza e garantisce un’assistenza uniforme da parte del servizio sanitario pubblico per un diritto già riconosciuto. Le condizioni che ricorrono nella sentenza della Corte Costituzionale n. 242 del 22 novembre 2019 sono disciplinate nella loro capacità di applicazione organizzativa dalla legge regionale n. 16 del 2025 della Toscana”.

“Se persone come Libera - conclude il presidente Giani - potranno in futuro scegliere di porre fine alle proprie sofferenze con minori difficoltà sarà anche merito della legge toscana, che ha saputo colmare con coraggio e civiltà un vuoto legislativo nazionale”.

“Credevamo e crediamo – afferma l’assessora Monni - nella legge approvata dal Consiglio regionale. La Corte Costituzionale ha ribadito per la terza volta in sette anni che scegliere sulla fine della propria vita è un diritto quando la malattia è irreversibile e il dolore insopportabile. È un dovere della struttura pubblica permettere ai cittadini di esercitare questo diritto. Siamo orgogliosi di essere stati la prima Regione d’Italia ad affrontare questo tema con una legge specifica”.


La direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani, ha espresso il proprio ringraziamento ai professionisti della Regione, dell’Azienda e del CNR che hanno lavorato con dedizione e sensibilità per garantire il rispetto della volontà della paziente in un quadro di assoluta sicurezza clinica e legale.

Nella giornata odierna, a conferma della solidità del percorso intrapreso, Regione e Asl hanno concesso l’autorizzazione a un’altra cittadina toscana, in una condizione però diversa da quella di Libera, che ha presentato una richiesta di fine vita medicalmente assistito.

(Comunicato stampa congiunto Regione Toscana - Azienda USL Toscana nord ovest)