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Azienda USL Toscana nord ovest

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LIVORNO, 30 settembre 2026 – In merito agli articoli pubblicati sulla situazione assistenziale della Cardiologia/UTIC dell’ospedale di Livorno, l’Azienda USL Toscana nord ovest ritiene necessario fornire alcune precisazioni, alla luce delle verifiche effettuate e della documentazione disponibile e annunciare che a tutela dell’immagine aziendale e della professionalità dei propri operatori, ha deciso di presentare querela nelle sedi competenti, affinché siano accertati i fatti e le eventuali responsabilità connesse alle dichiarazioni riportate.

 

Da quanto ricostruito preme innanzitutto sottolineare che non risulta si sia mai verificata alcuna situazione di pericolo di vita per un paziente riconducibile a un presunto abbandono della postazione di controllo da parte dell’infermiere . Allo stato attuale delle verifiche effettuate non risultano segnalazioni relative all’episodio descritto né nel Sistema di Incident Reporting aziendale (SIGR) né presso l’Unità Operativa Rischio Clinico. Sono comunque in corso gli ulteriori approfondimenti necessari per ricostruire puntualmente quanto accaduto e verificare ogni elemento documentale disponibile. Non corrisponde quindi alla realtà la rappresentazione di una "tragedia sfiorata" o di un decesso evitato "solo per pura casualità". 

 

Il sistema di monitoraggio dell’UTIC non affida la sicurezza del paziente alla sola presenza dell’infermiere davanti alla centralina. I pazienti sono controllati attraverso sistemi di monitoraggio multiparametrico e i relativi allarmi vengono riportati anche sui monitor presenti nelle singole postazioni dell’UTIC. Questo consente al personale di rilevare tempestivamente eventuali variazioni dei parametri monitorizzati anche quando l’infermiere debba momentaneamente allontanarsi dalla centralina per svolgere attività assistenziali. A ciò si aggiunge la presenza costante del medico in UTIC , elemento integrante dell’organizzazione dell’assistenza e della gestione delle eventuali criticità cliniche.

 

Anche sul piano dell’organico, le affermazioni relative a una presunta "carenza cronica e sistematica di OSS" non trovano riscontro nelle verifiche effettuate. Dal 2022, con riferimento alla programmazione dei turni del setting Cardiologia/UTIC, non risulta una riduzione strutturale dell’organico al di sotto delle 7 unità operative. Eventuali situazioni temporanee con un numero di operatori inferiore sono riconducibili a circostanze contingenti, quali malattie, infortuni, assenze improvvise o altre sopravvenute esigenze di servizio, affrontate attraverso le modalità organizzative previste, compreso il ricorso allo straordinario. Il personale presente in reparto è costituito da medici, infermieri e OSS adeguatamente formati, secondo un'organizzazione che tiene conto delle diverse competenze professionali. In particolare, sulla base dei piani di attività condivisi con il personale, l’OSS opera sia in Cardiologia sia in UTIC, intervenendo in relazione alle priorità assistenziali e alle necessità dei pazienti, con particolare riferimento ai bisogni primari e all’assistenza di base.

 

È inoltre importante ricordare che l’attività dell’infermiere in Terapia Intensiva e in UTIC non si esaurisce nella sorveglianza dei parametri visualizzati sulla centralina. L’assistenza infermieristica comprende anche il cosiddetto fundamental care, cioè l’insieme delle cure fondamentali rivolte ai bisogni essenziali della persona assistita : igiene, comfort, mobilizzazione, sicurezza e supporto ai bisogni di base. Si tratta di attività assistenziali che devono essere garantite anche ai pazienti ricoverati in area critica e che, proprio per la loro natura, possono richiedere all’infermiere di allontanarsi temporaneamente dalla centralina.

 

Considerare tale allontanamento come un "abbandono" della postazione significa quindi non tenere conto dell’effettiva complessità dell’assistenza infermieristica in un’area critica e della sua organizzazione in équipe. Una lettura di questo tipo, oltre a non rappresentare correttamente il funzionamento dell’UTIC, solleva interrogativi sulla reale comprensione delle responsabilità e delle competenze proprie del ruolo professionale.

 

Alla luce di questi elementi, l’Azienda ritiene che le dichiarazioni riportate nell’articolo, oltre a risultare ingiustificatamente allarmistiche nei confronti dei pazienti e dei loro familiari, rischino di arrecare un danno alla professionalità degli operatori che ogni giorno garantiscono assistenza e sicurezza ai pazienti attraverso competenze specifiche e un lavoro di équipe ed ha pertanto deciso di adire a vie legali.