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Azienda USL Toscana nord ovest

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Pontedera, 1° luglio 2026E’ in pensione da oggi (1° luglio), dopo oltre 40 anni di attività lavorativa, Carlo Ferrari, ortopedico con incarico di alta specializzazione nella gestione del reparto, degli ambulatori e della sala operatoria negli ospedali di Pontedera, Volterra e Lucca (Robotica).

 

La direzione dell’Azienda USL Toscana nord ovest e quella degli ospedali di Pontedera e Volterra lo ringraziano per l’impegno profuso in questi anni, lavorando con competenza, impegno e umanità. Al dottor Ferrari vanno anche il saluto e il ringraziamento di colleghe e colleghi e l’augurio di tanta serenità per gli anni a venire.

 

Ferrari si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pisa nel 1982 e nel 1988 ha completato la specializzazione in Ortopedia nello stesso Ateneo e ha iniziato a lavorare come ortopedico ospedaliero. Da allora ha accumulato una vasta esperienza clinica e chirurgica in vari ospedali, in particolare all’ospedale di Pontedera. Oltre alla pratica clinica, ha svolto un’intensa attività didattica come docente di Ortopedia alla Scuola Allievi Infermieri Professionali.

 

“Oggi - evidenzia tra le altre cose il medico in una nota inviata a Direzione e colleghi - è arrivato il momento del congedo; è il momento in cui i ricordi sono di gran lunga superiori ai progetti ma è la vita e tutto ciò va rispettato. Nel momento di lasciare, mi vengono in mente le parole espresse durante il discorso di congedo di un primo ministro dell’Italia repubblicana; in sintesi sottolineava il fatto che nella vita occorre testimoniare gratitudine per i tanti che ci hanno preceduto e che ci hanno dato qualcosa, certamente con gradazioni e intensità diverse. Se è certo che io sono ciò che ho saputo donare è forse più certo che sono il frutto di quel che mi è stato donato. Noi siamo fatti in gran parte di ciò che abbiamo ricevuto, e se si offre qualcosa è perché in buona parte lo si è ricevuto. Indicare i propri punti di riferimento, oltre che un atto di onestà intellettuale, è il riconoscimento della propria identità. E in relazione a queste considerazioni posso con certezza affermare che i punti di riferimento che mi ha offerto madre natura sono stati la famiglia, con i miei genitori al primo posto, e la scuola, specialmente durante i primi anni”.

“I miei direttori durante la scuola di specializzazione e durante la mia carriera ospedaliera - prosegue - mi hanno insegnato il metodo ed il modo di come si devono risolvere i problemi e l’umiltà di riconoscere i propri limiti. Io ho avuto durante la mia vita lavorativa la fortuna di amare quello per cui ho studiato. Ho amato ciò che ho fatto ed ho fatto ciò che ho amato; infatti l’amore per il lavoro e il fatto che bisogna lavorare sono elementi che hanno fatto parte del mio concetto di vita e della mia esistenza”.

“Ringrazio la direzione generale dell’ASL che mi ha dato la possibilità di lavorare fino al settantesimo anno di età, ringrazio la direzione sanitaria dove ho sempre trovato la porta spalancata per le mie richieste e ringrazio i miei colleghi, passati, presenti e quelli che non sono più tra noi. Ringrazio gli infermieri, i tecnici, gli operatori socio sanitari con i quali ho trascorso più tempo che con la mia famiglia, che sono stati oltre che collaboratori, amici e compagni di viaggio ed infine ringrazio la mia famiglia ed in particolare mia moglie Barbara che mi ha aiutato, che mi ha sopportato e che è stata in gran parte artefice del lavoro che ho dedicato al prossimo. Per terminare, ricordo il pensiero del Beato Giudice Rosario Livatino: ‘Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti ma credibili’ e il testamento del professor Mario Paltrinieri direttore della clinica ortopedica di Pisa e dell’istituto ortopedico Rizzoli di Bologna: ‘Il medico deve non solo saper visitare ma ascoltare il paziente e ricevere il messaggio che a lui giunga non solo dalla malattia ma dall’anima’. Spero dal profondo del cuore di aver assolto questi ultimi capitoli. Grazie”

 

 

In allegato un’immagine del dottor Carlo Ferrari, da oggi (1° luglio) in pensione

 

 

(sdg)

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