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Azienda USL Toscana nord ovest

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Forte dei Marmi, 17 ottobre 2026 – Si è svolta ieri (16 ottobre) a  Villa Bertelli a Forte dei Marmi – concessa dalla Fondazione Villa Bertelli – un importante evento formativo in plenaria dedicato agli psicologi della Salute mentale e delle Dipendenze dell’Azienda USL Toscana nord ovest.

​L’incontro, coordinato da Fiammetta Mozzoni, direttrice della struttura di Psicologia Salute Mentale e Dipendenze e Responsabile UFSMIA Lunigiana in qualità di responsabile scientifico, ha affrontato un tema di stringente attualità: “Ideazione suicidaria e autolesionismo in adolescenza”.

​A guidare i lavori è stata Simona Trillo, neuropsichiatra Infantile e psicoterapeuta, membro associato e didatta ARPAD, CTU per il Tribunale per i Minorenni e la Corte d'Appello di Roma, nonché responsabile del Servizio Asl per adolescenti di Roma 2.

​Durante la giornata sono stati ripercorsi i dati più recenti del panorama sanitario nazionale ed europeo.

In Italia, tra i giovani dai 15 ai 24 anni, il suicidio rappresenta la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali (dati ISS). 

Sebbene nell'infanzia rimanga un evento raro, i pensieri di morte e i comportamenti autolesivi possono manifestarsi già in età scolare.

In Europa, poi, un adolescente su cinque mette in atto comportamenti autolesivi.

Benché autolesionismo non suicidario e suicidalità siano fenomeni distinti, la letteratura e i dati SINPIA evidenziano che chi compie atti autolesivi ha una probabilità quattro volte maggiore di tentare il suicidio nel corso della vita.

​Tra i principali fattori di rischio identificati figurano la depressione, precedenti tentativi di suicidio, episodi di bullismo e cyberbullismo, uso di sostanze o alcol, conflitti familiari, isolamento e difficoltà relazionali.

​Al contrario, costituiscono fondamentali fattori di protezione il supporto della famiglia, il senso di appartenenza alla scuola e alla comunità, la resilienza individuale e la presenza di adulti di riferimento significativi.

​”Non dobbiamo mai minimizzare i segnali di disagio – è stato ribadito dagli esperti nel corso dell'incontro –.Chiedere direttamente a un ragazzo se sta pensando alla morte non gli 'instilla' l'idea del suicidio, ma al contrario può offrirgli una preziosa e insostituibile occasione per dare voce al proprio sofferenza”.

​I servizi pubblici di Salute mentale dedicati all'infanzia, all'adolescenza e all'età adulta, tra l’altro, si trovano quotidianamente ad affrontare una crescente richiesta di aiuto. L'incontro di ieri (16 ottobre) ha evidenziato la necessità di adottare nuove strategie d'intervento e di ripensare l'organizzazione e i confini dei servizi territoriali, con l'obiettivo di offrire risposte sempre più adeguate, tempestive e vicine ai mutamenti in atto nel mondo giovanile.

 

In allegato alcune immagini dell'incontro 

(sdg)

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