Regione Toscana

  • Seguici anche su

Azienda USL Toscana nord ovest

Massa Carrara | Lucca | Versilia |Pisa |Livorno

VALLI ETRUSCHE, 14 ottobre 2026 - In relazione all’articolo pubblicato dal quotidiano Il Tirreno dal titolo “Col deambulatore nella ‘casa’ fatiscente”, la Società della Salute Valli Etrusche ritiene necessario ricostruire, nel rispetto dei necessari limiti di riservatezza, i percorsi socio-assistenziali offerti e in parte accolti dalla persona interessata, un cittadino residente in altra Regione, senza fissa dimora, con cui da almeno due anni i Servizi Sociali hanno iniziato, non senza difficoltà e resistenze, un complesso lavoro di ricostruzione e di rientro.

 

Nel settembre scorso la Centrale operativa territoriale (COT) di Cecina, a seguito della segnalazione di dimissione complessa post intervento chirurgico ortopedico, ha attivato un percorso residenziale presso l’Ospedale di Comunità, finalizzato a garantire la continuità assistenziale e consentire la gestione clinica e il recupero funzionale dopo l’intervento. Durante la permanenza nella struttura, nonostante siano emerse difficoltà nell’adesione alle prescrizioni ortopediche e al programma riabilitativo proposto, il personale ha continuato ad assicurare massima disponibilità e assistenza per tutto il periodo di degenza. Alla dimissione avvenuta in ottobre la persona ha manifestato l’intenzione di trasferirsi in altra Regione e ha lasciato la struttura accompagnata da una persona di fiducia, che nei giorni precedenti aveva comunicato all’assistente sociale della COT la propria disponibilità a prenderla in carico al momento dell’uscita. La dimissione è stata dunque preceduta da un’interlocuzione con i servizi e dalla disponibilità di una persona individuata per accompagnare il rientro sul territorio.

 

L’affermazione secondo cui nessuno si sarebbe mosso non tiene conto, inoltre, di una storia assistenziale che risale almeno al 2023, quando i servizi sociali territoriali avevano già ricevuto segnalazioni e avviato contatti, incontrando tuttavia difficoltà nel coinvolgimento della persona, che in diverse occasioni aveva rifiutato gli interventi proposti.

 

Nel corso del 2024, in seguito ad altro ricovero ospedaliero, era stato attivato un ulteriore percorso di tutela. Era stata valutata anche la possibilità di un inserimento in una struttura residenziale, ipotesi che non aveva trovato l’adesione dell’interessato. Parallelamente, grazie alla collaborazione tra servizi sociali e sanitari, era stata individuata una soluzione abitativa temporanea nell’ambito di un progetto di co-housing.

 

A partire dal gennaio 2025, la persona è stata accolta nel progetto Housing First delle Valli Etrusche, dopo altro ricovero ospedaliero. Il progetto non si è limitato a offrire una sistemazione abitativa, ma ha previsto il supporto continuativo di un’équipe multidisciplinare e il raccordo con i servizi territoriali. Sono stati garantiti la continuità dell’assistenza sanitaria attraverso l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale e l’assegnazione di un medico di medicina generale sul territorio, l’accompagnamento alle visite specialistiche, il supporto nella gestione della terapia farmacologica e l’assistenza durante un successivo ricovero ospedaliero, avvenuto tra aprile e maggio 2025. Nel corso dello stesso percorso sono stati inoltre attivati interventi per il recupero della posizione reddituale, la presentazione della domanda di prestazione previdenziale e l’accesso alle reti di sostegno alimentare. Il progetto Housing First si è concluso formalmente nell’agosto 2025, dopo un periodo nel quale erano emerse significative difficoltà nel consolidamento del percorso. Anche dopo la conclusione, l’équipe ha continuato a offrire un supporto saltuario e attività di orientamento attraverso il Centro Servizi di Cecina.

 

La ricostruzione documenta quindi una pluralità di interventi sanitari, sociali e abitativi, attivati nel tempo finalizzati a rispondere a una situazione complessa. Le difficoltà incontrate non possono quindi essere interpretate come assenza di attenzione o di iniziative da parte dei servizi.

 

“Colgo l’occasione – afferma Laura Brizzi, direttrice della Società della Salute Valli Etrusche - l'impegno dell'ente, assieme a tutte le Amministrazioni Comunali, a garantire percorsi di assistenza e tutela delle persone in condizioni di fragilità, nel rispetto delle loro dignità, della loro riservatezza, e al tempo stesso, della loro volontà e capacità di aderire alle soluzioni proposte come nel caso della situazione che si è presentata a Cecina”.