Lido di Camaiore, 9 giugno 2026 – E’ stata ufficializzato oggi (9 giugno), nell’auditorium dell’ospedale “Versilia” un ulteriore avanzamento nel processo di sviluppo del servizio di emergenza -urgenza sociale sul territorio versiliese, con la possibilità di attivare il pronto intervento sociale da parte delle forze dell'ordine di questo territorio.
E’ infatti avvenuta la consegna ufficiale del numero verde unico regionale del Sistema Emergenza Urgenza Sociale (SEUS) alle forze dell'ordine e della polizia municipale. Questo passaggio è stato infatti caratterizzato dalla consegna del numero verde a Prefettura, Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Municipale.
Nell’ambito dell’iniziativa, coordinata dalla direttrice della Zona distretto della Piana di Lucca Manuela Folena, alla presenza anche della direttrice dell’ospedale Grazia Luchini, sono state illustrate le ragioni e le peculiarità di questa importante scelta.
L'incontro è stato aperta dall’intervento dell’assessora al sociale del comune di Camaiore Anna Graziani, in rappresentanza della Conferenza dei Sindaci della Versilia, che ha sottolineato la rilevanza di questo servizio, che potrà migliorare le risposte per i cittadini in difficoltà e la qualità del lavoro dei professionisti sociali e sanitari.
Per le forze dell’ordine erano presenti il vice capo di gabinetto del Prefetto di Lucca Rocco Iodice altri rappresentanti delle forze dell’ordine e delle polizie municipali.
E’ stata espressa da tutti soddisfazione per questo significativo passo in avanti nella Zona distretto Versilia sul fronte degli interventi legati al sociale e all’integrazione ospedale-territorio.
Cristina Corezzi della Regione Toscana (Direzione Sanità, welfare e coesione sociale - Settore Welfare e Innovazione Sociale) ha ricordato che la maggior parte delle segnalazioni per il SEUS arrivano proprio dalle forze dell’ordine e dalle strutture di Pronto soccorso. Questo ulteriore passaggio in Versilia è dunque la conferma di una Zona all’avanguardia, in cui il servizio di Emergenza Urgenza Sociale ha una grande valenza.
La referente SEUS per l’Asl Toscana nord ovest Marica Ghiri ha illustrato il percorso lungo e complicato che è stato portato avanti in questi mesi. Il gruppo che segue questo percorso ha accolto diverse sfide, tra cui appunto quella di consegnare il numero verde alle forze dell’ordine, una scelta basata proprio sulle necessità della cittadinanza. Il SEUS in questo senso può costituire un “acceleratore di integrazione”.
Eleonora Biagini (RES Viareggio), Alberto Letari (vice RES Camaiore), Veronica Nassi (vice RES Asl), Ombretta Severini (vice RES Seravezza) e Lisa Giannecchini (membro GOES Asl) hanno quindi presentato l’esperienza della Zona Versilia e definito il perimetro d’azione. Hanno ricordato che la presa in carico dell’emergenza sociale dura di norma 72 ore ma può essere prorogata, trovando un coordinamento con gli altri soggetti coinvolti. L’allarme scatta quando una persona si trova ad affrontare da sola un bisogno complesso. In questi casi il servizio sociale garantisce un intervento tempestivo e qualificato.
Sono stati messi in rilievo anche l’entusiasmo e la passione di tutte le persone che hanno lavorato al progetto, credendo molto in quello che si stava predisponendo.
A spiegare il funzionamento della centrale operativa (COES) e delle unità territoriali (UTES) sono state poi la coordinatrice della COES e delle UTES (Cooperativa Sociale Proges) Arianna Giannelli e Rossana Mori (sempre per PROGES).
Da evidenziare che le unità UTES sono collocate in sedi territoriali e vengono attivate un po’ come avviene per il 118, in base alla disponibilità della squadra più vicina al luogo in cui è richiesto l'intervento. Visto il contesto emergenziale, una volta sul posto gli operatori lavorano esclusivamente per la “messa in sicurezza nell’immediato della persona” e non quindi per un progetto a lungo termine.
Il momento clou dell’incontro nell’auditorium del “Versilia” è stato quello della consegna ufficiale del numero verde alle forze dell’ordine.
Il SEUS, è bene ribadirlo, è un servizio di secondo livello. Non viene cioè attivato direttamente dai cittadini ma a far partire le segnalazioni sono soggetti pubblici: servizi sociali territoriali, forze dell'ordine, dipartimento dell'emergenza urgenza sanitaria, altri servizi sanitari, soggetti del territorio che si trovino di fronte ad una situazione di emergenza-urgenza sociale personale o familiare.
Il pronto soccorso sociale, che la Regione Toscana ha introdotto per prima, si sta rivelando di grande utilità. Risponde infatti in maniera tempestiva ed adeguata a situazioni sociali gravi e improvvise, permettendo di integrare la risposta sociale con quella sanitaria e consentendo una continuità fondamentale tra l’evento che ha determinato l’intervento e la presa in carico dei servizi sociali.
Tra le motivazioni più frequenti per cui viene attivato il servizio ci sono esplosioni di alta conflittualità in nuclei familiari fragili, episodi di violenza e maltrattamento di donne o di persone anziane, manifestazioni di grave malessere in ragazzi e adolescenti, improvviso abbandono o stato di solitudine di persone non autosufficienti o gravemente disabili. In situazioni come queste, per le quali un intervento sociale è necessario e indifferibile, questo servizio garantisce l'attivazione tempestiva di un pronto intervento di sostegno per garantire una stabilizzazione della situazione, o per evitare un suo peggioramento o un rischio per l'incolumità della persona coinvolta.
In allegato alcune immagini dell’incontro all’auditorium dell’ospedale “Versilia”
(sdg)